mercoledì

Scompenso cardiaco,la soluzione è italiana



Uno studio made in Italy dimostra che gli acidi grassi n-3 (pufa) riducono la mortalità e il numero dei ricoveri ospedalieri

Un risultato da tutti definito eccezionale, soprattutto alla luce dei tanti studi negativi, proprio nel campo dello scompenso cardiaco, che hanno caratterizzato il recente Congresso europeo di Cardiologia di Monaco di Baviera: l’efficacia degli oli di pesce è stata rivelata dai risultati dello studio italiano «Gissi hf» durato quattro anni e condotto dal gruppo Gissi – costituito dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e dall’Istituto Mario Negri. Si tratta di uno studio atteso a lungo dalla comunità scientifica internazionale, cui hanno preso parte 357 reparti di Cardiologia in Italia che hanno coinvolto oltre 7 mila pazienti. Una conferma, tra l’altro, dell’eccellenza dei nostri ricercatori. 

La ricerca 
Lo studio Gissi hf era articolato su due trial indipendenti ma sviluppati insieme, con l’obiettivo di valutare appunto due nuovi trattamenti per lo scompenso cardiaco: gli acidi grassi polinsaturi (n-3 pufa) e la rosuvastatina. La dimostrazione che una semplice capsula di un prodotto a base di olio di pesce – assunta regolarmente, naturale e priva di effetti collaterali) – possa ridurre la mortalità e l’ospedalizzazione nei pazienti con scompenso cardiaco è sorprendente. 

Soprattutto se pensiamo che in questa patologia tutti gli studi degli ultimi anni, effettuati con prodotti di provata efficacia per altre malattie, hanno fallito. Nel lavoro, pubblicato su The Lancet in contemporanea con la presentazione dei risultati al congresso di Monaco, si legge che «la somministrazione a lungo termine di 1 grammo al giorno di n-3 pufa è risultata efficace nel ridurre sia la mortalità per tutte le cause sia i ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari ». Al contrario, nel secondo articolo pubblicato sul Gissi hf, nel quale vengono riportati i risultati relativi al trattamento con rosuvastatina, gli autori concludono che «la somministrazione di rosuvastatina 10 mg al giorno non migliora i parametri clinici nei pazienti affetti da scompenso cardiaco». 

Risultati importanti 
Gli articoli su The Lancet sono stati accompagnati da un editoriale di Gregg Fonarow della University of California di Los Angeles, in cui si ribadisce come l’efficacia degli n-3 pufa nello scompenso si vada ad aggiungere a quella già dimostrata per altre patologie cardiache, e che quindi debba essere fatto ogni sforzo per utilizzare anche questo trattamento (che è ormai basato su precise evidenze scientifiche) nei pazienti affetti da scompenso cardiaco. 

Essendo i risultati del Gissi hf significativi dal punto di vista statistico, è prevedibile che nelle prossime linee guida internazionali sul trattamento dello scompenso si darà grande attenzione ai risultati di questo studio italiano. Va aggiunto che, comunque, questi effetti non si possono estendere a tutti i preparati a base di olio di pesce, né all’adozione di diete particolari. I risultati, come sottolineano i ricercatori, sono stati ottenuti con un grammo al giorno di un prodotto ben preciso, che contiene un dosaggio specifico di acidi grassi n-3, con un rapporto ben definito tra i due acidi grassi costituenti (dha ed epa).

PIERLUIGI MONTEBELLI
fonte:www.lastampa.it