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Leucemia: Midollo genitori, nuova tecnica italiana



"I bambini affetti da leucemia linfoblastica acuta, che non puè essere trattata con la chemioterapia, possono ricevere un trapianto di midollo osseo dal proprio genitore ed evitare il rischio di rigetto. Abbiamo trovato un modo per ridare la speranza a quel 40 per cento di piccoli pazienti per cui non si è trovato un donatore compatibile". 
Lo ha detto all'Agi Lorenzo Moretta dell'Ospedale Gaslini di Genova che, in collaborazione con l'equipe diretta da Franco Locatelli del San Matteo di Pavia, è riuscito a rendere efficace un trapianto fino ad oggi considerato letale e per questo definito 'trapianto della disperazione'. 
I risultati dello straordinario lavoro verranno pubblicati sulla rivista Blood. I medici italiani sono riusciti a mettere a punto una tecnica innovativa che su un campione di 60 bambini ha funzionato con successo nel 75 per cento dei casi. 
Trapiantare il midollo osseo dei genitori ai figli era prima un intervento disperato con conseguenze fatali per il piccolo donatore. 
Il midollo di un genitore è infatti incompatibile per metà rispetto a quello di un figlio. Il rischio era che le cellule T del donatore attaccassero i tessuti dell'ospite, danneggiando tutto l'organismo e portando alla morte il bambino. I medici italiani ora sono riusciti a superare questo ostacolo utilizzando una tecnica complessa. 
"Abbiamo eseguito un 'trapianto aploidentico', ovvero 'identico a metà'. Prima di tutto - ha raccontato Moretta - abbiamo individuato il genitore con il midollo più adatto a questo tipo di trapianto, quello cioè con più cellule Natural Killer (Nk). Queste sono infatti le cellule in grado di sconfiggere la malattia. Dopo aver prelevato il midollo lo abbiamo ripulito eliminado le 'cellule T', quelle che iniettate nel piccolo paziente ne avrebbero causato la morte. Abbiamo poi purificato le cellule staminali emopoietiche, quelle in grado di differenziarsi nel sangue. E infine abbiamo potenziato le cellule Nk''. Questo straordinario risultato è stato possibile dopo diversi anni di ricerca. 
"E' da 20 anni - ha detto Moretta - che stiamo studiano le cellule Nk. E oggi finalmente siamo riusciti a sfruttarne tutte le potenzialità". 
L'innovativo trapianto italiano è al momento l'ultima ratio per i bambini con leucemia acuta refrattari alla chemioterapia. Ma secondo Moretta "questo tipo d'intervento potrà presto diventare di prima scelta". "Speriamo di poter utilizzare questo tipo di trapianto in tutti quei casi in cui la sola chemioterapia non basta", ha concluso.
AGI Salute
fonte:news.paginemediche.it