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Nuove tecniche per produrre cellule staminali


La terapia con cellule staminali continua a creare un enorme interesse e un vivace dibattito. I promotori si dicono convinti che la terapia offrirà grandi possibilità per combattere malattie come cancro, diabete, Alzheimer e altre malattie degenerative, mentre i contrari enfatizzano il fatto che la ricerca sugli embrioni, la principale risorsa di cellule per via della elasticità e versatilità delle cellule embrionali, distruggerebbe di fatto vite umane. Negli anni passati, gli scienziati avevano trovato geni che possono trasformare le normali cellule del derma in cellule che assomigliano a quelle embrionali, evitando l'uso degli embrioni e i dubbi etici. La controindicazione è che la creazione di questi geni richiede l'uso di virus, aumentando le possibilità che le nuove cellule producano a loro volta tumori ed altri effetti negativi una volta impiantate nel paziente. Oggi, i ricercatori affermano di avere trovato un nuovo metodo per trasformare questi geni senza utilizzare virus potenzialmente dannosi, superando così il maggior ostacolo per cure più sicure e permettendo terapie personalizzate in futuro.


Nel loro recente lavoro, i ricercatori di Toronto e della University of Edinburgh hanno utilizzato invece pezzi di DNA, denominati trasposoni, che possono funzionare da trasportatori all'interno del DNA e consegnare a destinazione quattro geni specifici. In questo caso, la versione modificata del traspostone è detta "PiggyBac" e viene usata per modificare delle serie genetiche di altre cellule. Dopo la trasformazione, il DNA aggiunto viene rimosso con uno specifico enzima dalle cellule modificate. I ricercatori hanno usato questa tecnica e nei topi e in porzioni di pelle umana, scoprendo che le cellule modificate, cellule, IPS, funzionano proprio come le cellule embrionali staminali. " I PiggyBac trasportano quattro geni nelle cellule e riprogrammano queste ultime in cellule staminali. Dopo la riprogrammazione, queste cellule di trasporto non servono più e possono essere dannose." Spiega Andrai Nagy, , senior investigator alla Samuel Lunenfeld Research Institute of Mount Sinai Hospital a Toronto, Canada. "Dopo che però hanno compiuto il loro lavoro, possono essere rimosse aderenze o rischi. Questa possibilità di rimozione sicura ci apre un campo immenso di possibilità."


Proprio Nagy, nel 2005, aveva creato le prime cellule staminali embrionali del Canada, partendo da embrioni non più utilizzati per la riproduzione in coppie con problemi di fertilità; una ricerca che ebbe un ruolo guida nelle scoperte successive. Alcuni dei risultati del lavoro di Nagy, pubblicato nel numero di Marzo 2009 di Nature, sono stati sviluppati dal dottor Keisuke Kaji del Medical Research Council (MRC) Center for Regenerative Medicine di Edimburgo, in Scozia. "E' stato eccitante scoprire la possibilità di avere delle cellule staminali da altre cellule. Nessuno all'inizio ci avrebbe scommesso." Afferma Kaji, "E' un passo importante verso l'uso di cellule riprogrammate in medicina, e forse verso il superamento della necessità di utilizzare cellule embrionali per ottenere le staminali."


Per molti scienziati però resta cruciale continuare la ricerca su entrambi i fronti, embrioni e cellule normali. "Il punto è che non sappiamo ancora il potenziale di entrambi i metodi." Dichiara Mark A. Kay della Stanford University, " Nessuno ha ancora curato di fatto delle malattie con uno dei due metodi. Non possiamo sapere quale dei due sia migliore."


Nel 2001, in America, il presidente Bush aveva ridotto i fondi federali per la ricerca sulle cellule staminali embrionali per impedire la distruzione di queste cellule, necessarie per la creazione di staminali potenziate. Il senatore democratico Tom Harkin e quello repubblicano Arlen Specter avevano però reintrodotto un articolo al Senato degli USA che permetteva ai fondi federali di essere utilizzati per finanziare ricerche sugli embrioni ‘abbandonati' perché in soprannumero nei trattamenti per la fecondazione artificiale. "Troppo a lungo", Afferma Harkin "le interferenze politiche hanno ritardato i progressi di una ricerca che potrebbe aiutare milioni di persone che soffrono in America e nel mondo. Il nuovo presidente Obama ha già promesso di eliminare le restrizioni che riguardano la ricerca sulle cellule embrionali, e spero che, ora che è in carica, mantenga la parola data; quello che è importante però è che ci sia una legge federale che garantisca la libertà della ricerca indipendentemente dalle amministrazioni che si avvicenderanno alla Casa bianca.

fonte:it.healthnews.com