lunedì

La banca dell'eternità


NEL LABORATORIO CHE CONSERVA LE STAMINALI

In Italia è vietato custodire le cellule del cordone ombelicale per uso personale. Viaggio nella clinica di San Marino che permette di aggirare la legge

L’immaginario confine di Stato passa lungo l'insegna di un benzinaio. Da una parte c'è l'Italia. Dall'altra San Marino. Di là, conservare a fini di lucro le staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale è un reato. Di qua, è lecito, ed è per questo che nella Repubblica del Titano Giuseppe Mucci ha fondato qualche anno fa il Bioscience Institute, una banca per la crioconservazione autologa di cellule staminali. A pagamento. Mille metri quadrati di tecnologia, otto biologhe a tempo pieno, computer che controllano protocolli di qualità e sterilità.

Attualmente le staminali possono curare un'ottantina di malattie, dalla leucemia ai linfomi. In futuro, forse, molte altre. Un po' per effetto tv del dottor House, che ha reso la scienza d'Esculapio più miracolosa di Lourdes, un po' per il passaparola, oggi sono di gran moda. Prelevarle dal cordone ombelicale è facile e non è rischioso. Conservarle nel gelo costa relativamente poco, qualche migliaio di euro. E così mamme&babbi vip, ma anche molti anonimi genitori felici del lieto evento, decidono sempre più spesso di mettere in frigorifero quelle cellule per il futuro dei pargoletti, nel caso che un giorno possano averne bisogno per riparare il corpo malato.

Tutto perfetto? Non proprio. Il miraggio del business, l’umana speranza e la legge, hanno creato un piccolo Far West. Per intercettare l’affare sono nate aziende che, come ha recentemente accusato l’ex ministro Sirchia, «vendono illusioni». «Ma noi siamo chiarissimi - dice Mucci - spieghiamo ai clienti quali sono le attuali certezze della scienza, e quali le semplici speranze del futuro. Su un punto, però, Sirchia ha ragione: in questo settore operano personaggi poco seri. Dato che in Italia non si possono conservare le staminali a pagamento, le società nate in Italia si affidano a banche estere, che magari subappaltano ad altre, e ad altre ancora. E magari per risparmiare sui costi finiscono nell'estremo oriente. Nel giorno in cui i genitori avranno bisogno di quelle cellule, a chi si rivolgeranno? Le banche italiane sono virtuali, semplici sportelli o siti web, non danno nessuna garanzia diretta della conservazione del delicato materiale».

La visibilità e la solidità, per Bioscience, sono invece una bandiera e un orgoglio. I genitori che vogliono vedere la struttura possono visitarla (l’istituto paga loro una notte in albergo). In ogni stanza dei laboratori è installata una webcam. Come in un grande fratello chiunque, tramite internet, può osservare le biologhe al lavoro. «Quando si parla di salute la trasparenza è fondamentale - dice Mucci -. E noi la pratichiamo fino all'ossessione. Possiamo essere controllati costantemente dai nostri clienti. Facciamo vedere che ci siamo e che lavoriamo bene».

I genitori che vogliono conservare all’estero le staminali del figlio devono ottenere il nulla osta dal ministero con un modulo. Bioscience fornisce poi un kit per la raccolta del sangue placentare. L’operazione viene fatta dal personale sanitario al momento del parto. E’ una procedura abbastanza semplice, basta un semplice ago, e in teoria è un atto dovuto alla mamma. Ma qualche problema può insorgere. Ci sono ospedali che chiedono ticket e altri che non «sono attrezzati per farlo». E il sangue può anche essere contaminato al momento del prelievo con manovre incaute e non proprio sterili.

Il sacchetto di sangue viene poi affidato a un corriere e spedito ai laboratori di Bioscience, dove i biologi effettuano i controlli e separano le staminali contenute nel sangue placentare, prima di congelarle in scatolette di metallo quadrate, di sei-sette centimetri per lato. «Dato che la tracciabilità è fondamentale, ogni neonato diventa un codice a barre, recuperabile dal computer in ogni istante». Affidarsi alla Bioscience costa 2000 euro (kit per la raccolta, più caratterizzazione, tipizzazione, congelamento) e 50 l'euro all'anno di canone. Per i prossimi vent’anni. Con l’augurio di non dover mai tirar fuori dai fumi gelati dell’azoto l’astuccio della speranza.
BRUNO VENTAVOLI
INVIATO A SAN MARINO
fonte:www.lastampa.it