giovedì

Attenzione all'uso delle lenti a contatto


Allarme degli oculisti per la troppa leggerezza nell'osservare le norme igieniche soprattutto da parte dei più giovani

Un appello serio, ponderato ma accorato, a un uso più attento delle lenti a contatto (soprattutto quelle cosmetiche) arriva dai medici della Società italiana trapianto di cornea (Sitrac) nel corso di una conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati a Roma. «Ogni giorno un italiano perde la vista a causa del cattivo o errato uso delle lenti contatto – conferma Emilio Balestrazzi, direttore della Clinica oculistica del Policlinico Gemelli di Roma e presidente della Sitrac – e questi danni irreversibili riguardano per lo più i ragazzini ». Nessun terrorismo psicologico ma, come precisa Balestrazzi, «la necessità di richiamare i più giovani a un uso più corretto e meno disattento delle lenti a contatto». Alcuni consigli pratici: non lavarle con l’acqua corrente e non farci la doccia o il bagno al mare, ricordarsi di non usarle di nuovo dopo averle tolte senza prima pulirle e, soprattutto, mettersi gli occhiali al primo disturbo. Sono circa due milioni i portatori di lenti a contatto nel nostro Paese, ma quattro su cinque non le curano come dovrebbero, andando incontro a problemi anche invalidanti e, qualche volta, irreversibili. 

Nei casi più seri, come le lacerazioni o la cheratite microbica (una grave infezione della cornea derivante da traumi, malattie croniche dello strato più superficiale dell’occhio, immunodeficienze e anche dall’uso errato di lenti a contatto), l’unica soluzione resta quella del trapianto di cornea. Il che comporta tempi di recupero molto lunghi, limitazioni all’attività fisica e necessità di evitare in qualsiasi modo il rischio di traumi. «Ormai siamo di fronte a un esercito di portatori di lenti a contatto», afferma Severino Fruscella, direttore sanitario del Centro di microchirurgia oculare di Roma e segretario della Sitrac. E snocciola le cifre: «Come conferma una recente indagine condotta da Nextplora per la Società oftalmologica italiana, dei circa due milioni di portatori di lenti a contatto correttive due terzi sono donne tra i 25 e i 34 anni: più o meno lo stesso numero di portatori preferisce lenti quindicinali o addirittura mensili, che ovviamente necessitano di maggiori cure e attenzioni di quelle usa e getta giornaliere». 

Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità del Senato, sostiene che «la grande diffusione delle lenti a contatto e il loro costante miglioramento con le varie differenziazioni (rigide o semirigide, morbide o colorate, ndr) le hanno rese talmente utili per una grande quantità di persone che si è finito per perdere quasi totalmente il concetto di presidio sanitario: talvolta vengono addirittura usate senza prescrizioni». Un richiamo, dunque, anche ai più giovani, che spesso in discoteca o alle feste si scambiano le lenti a contatto colorate senza le necessarie precauzioni igieniche: «Un grave rischio di infezione e di contagio», aggiunge Emilio Balestrazzi. «Problema questo reso più rischioso dall’uso di sostanze stupefacenti o di alcol, che diminuiscono la sensibilità e la sensazione di fastidio delle lenti sporche o non disinfettate».
ELEONORA GRASSI
fonte:www.lastampa.it