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Radioterapia, al Maggiore apparecchio unico in regione

La lotta al tumore ha, a Parma, una nuova arma: un acceleratore lineare di ultima generazione installato nel reparto di Radioterapia dell'ospedale Maggiore. Il «Varian DHX», questo il suo nome, è stato acquistato l'anno scorso per tre milioni e mezzo di euro da una ditta statunitense e ha cominciato a lavorare nell'aprile 2010, sostituendo un'apparecchiatura vecchia di 18 anni e affiancandosi ad un altro acceleratore acquistato nel 2003.

La novità di questa strumentazione - unica del genere in Emilia Romagna, e fra le poche in Italia ed Europa - è la possibilità di ottenere in tempo reale, durante il trattamento, tac ad alta risoluzione del punto da colpire con le radiazioni. Un movimento ad arco a 360 gradi (RapidArc) consente, spiega Marco Fumagalli, direttore della Radioterapia dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, un trattamento più personalizzato modulando l'intensità del fascio radiante, una costante verifica delle modificazioni del tumore e la possibilità di erogare un'elevata dose di radiazioni sulla neoplasia - anche piccola e di forma complessa - salvaguardando i vicini organi sani e riducendo i disturbi della tossicità. Questo anche grazie

Il nuovo acceleratore finora ha trattato 53 pazienti: il 55% colpito da carcinoma alla prostata, il 23% da carcinoma testa-collo, il 12% da tumore polmonare. Non a caso, spiega ancora Fumagalli: «Si tratta di aree dove non sono infrequenti i rischi collaterali delle radiazioni. Con il Varian DHX, ad esempio, riusciamo a non danneggiare le parotidi, che producono saliva, migliorando la qualità di vita del paziente. E così per il trattamento del carcinoma alla prostata e dei tumori otorinolaringoiatrici, si minimizzano i rischi di intaccare organi sani».

Attualmente, spiega Andrea Borrini, direttore della Fisica sanitaria dell'ospedale Maggiore, circa il 40% dei pazienti viene trattato con la nuova apparecchiatura. «A giudizio insindacabile dei medici», aggiunge Fumagalli, che tiene comunque a ribadire come anche il vecchio acceleratore - acquistato otto anni fa - sia ancora uno strumento terapeutico molto valido. La percentuale dei pazienti trattati con la nuova apparecchiatura à comunque destinata a salire.

Ancora, ad esempio, non è stata sperimentata pienamente una potenzialità dell'apparecchio, ossia il controllo dei movimenti respiratori «che permette, nei casi di tumore al polmone, di identificare l'area da trattare in sincronia con la respirazione del paziente, evitando che le radiazioni, durante i movimenti di inspirazione ed espirazione, possano colpire i tessuti sani».

Anche i tempi del trattamento sono ridotti con la nuova apparecchiatura: 20 minuti circa contro i 40, ad esempio, di una tomoterapia, strumento con una tecnologia diversa ma paragonabile, per alcuni aspetti, a questo nuovo acceleratore.

Sull'importanza di questo acquisto, che riporta Parma ai vertici dell'innovazione tecnologica nella lotta ai tumori, si è soffermato anche il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Leonida Grisendi. Grazie a questo strumento, ha aggiunto Fumagalli, il 20% dei pazienti parmigiani colpiti da tumore, che fino a qualche anno fa decidevano di curarsi a Reggio Emilia (dove c'è una tomoterapia), sono tornati all'ospedale Maggiore.

Il bunker che ospita l’acceleratore lineare Varian DHX è stato dedicato a Roberto Martinelli, medico della Radioterapia con particolare competenza anche in brachiterapia, tragicamente scomparso nel 2008, a 49 anni, durante un incidente in montagna, sulle Dolomiti del Brenta. Il bunker che ospita l'altro acceleratore presente nel reparto è stato invece dedicato a Elena Restori, fisico della Fisica sanitaria, scomparsa nel 2007 a 52 anni; si era occupata in particolare dell’innovazione tecnologica della Radioterapia nel 2000. Entrambi i colleghi sono stati ricordati con parole di stima e affetto.

Bisognerà attendere almeno cinque anni per avere i primi dati statisticamente significativi sugli esiti terapeutici del nuovo acceleratore lineare. Intanto, per fare il punto sul lavoro svolto finora e illustrare le principali applicazioni cliniche del Varian DHX, è stato organizzato per i professionisti dell'area oncologica, domani dalle 15 alle 18 alla sala congressi del Maggiore, il seminario «Innovazioni tecnologiche in Radioterapia: il nuovo acceleratore lineare e le sue applicazioni terapeutiche».

Parleranno professionisti del Maggiore (Silvano Filice, Fisica sanitaria; Pierluigi Losardo, Radioterapia), oltre a Marta Scorsetti, Radioterapia e Radiochirurgia dell'Istituto Clinico Humanitas di Milano, Suresh Senan dell'University Medical Center di Amsterdam e Luca Cozzi dell'Istituto oncologico della Svizzera italiana di Bellinzona.

di Monica Tiezzi
fonte:http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/11/81564/Radioterapia_al_Maggiore_apparecchio_unico_in_regione.html