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Dietoterapia: strategia personale per combattere e vincere il male oscuro dentro di noi



DECALOGO NUTRIZIONALE PER METTERE IN PRATICA UNO STILE DI VITA CHE CONTRASTI L’INSORGENZA E PROMUOVA LA GUARIGIONE DEI TUMORI
A fronte di tanti studi che indicano la dieta come un importante fattore di rischio tumorale e nel dubbio che magari stavolta quello che dicono sia vero, non resta che applicare semplici variazioni dello stile di vita formulando il proprio personale programma nutrizionale per ridurre il rischio individuale di ammalarsi di tumore.

Al massimo rischiamo di diventare più belli.

1) Ridurre le calorie quotidiane.
Riducendo la quantità di cibo ingerito s’introducono meno sostanze cancerogene. La dieta ipocalorica determina una ridotta produzione di radicali liberi dannosi per le cellule e una ridotta produzione di fattori di crescita .
2) Ridurre la carne rossa e i latticini.
E’ evidente la relazione tra i principali tumori del mondo occidentale e il consumo eccessivo di carni rosse (in particolare quelle conservate e insaccati-salumi, wurstel, hamburger che sono ricche di cancerogeni come le nitrosamine). Il rischio potrebbe dipendere sia dalla formazione di sostanze cancerogene come le ammine eterocicliche (si formano con le alte temperature) sia dal fatto che i grassi presenti nella carne riducono l’assorbimento della vitamina A che assieme alle vitamine C e D, hanno un ruolo protettivo. Riducendo la carne inoltre si diminuiscono anche i precursori di prostaglandine proinfiammatorie come l’acido arachidonico. Il ruolo del latte e dei formaggi non è ancora completamente chiarito ma sicuramente esiste un’associazione con il tumore dell’intestino e c’è il forte sospetto con il tumore dell’ovaio e della prostata. Inoltre la dieta ricca di proteine animali, soprattutto quelle del latte, è associata ad alti livelli plasmatici di IGF.
3) Aumentare il consumo quotidiano di sostanze protettive che stabilizzano e proteggono il DNA dai radicali liberi e attivano enzimi che favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche come i glucosinoli delle crocifere. Fanno parte delle crocifere così chiamate dalle foglie disposte a croce: cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, rape e crescione.
Sostanze protettive antiossidanti sono le vitamine A, C,  D3 ed E, amido, il selenio, zinco, le fibre, gli steroli di origine vegetale e altri fitoestrogeni contenuti soprattutto nella frutta,  verdura, legumi. Non vi è nessuna prova che le pillole di vitamine esercitino un’azione altrettanto utile. Ci proteggono dai tumori i pomodori contenenti licopene, che lega il fattore di crescita IGF. L’acido folico – presente in particolare nelle foglie verdi e nei legumi - interviene nella riparazione del DNA e sembra modulare la persistenza delle infezioni da HPV e da Helicobacter Pilori.
Possiamo ridurre il rischio di sviluppare un tumore allo stomaco, al pancreas, all’intestino, al fegato semplicemente con un consumo costante di almeno 12 g di fibre al giorno.
4) Aumentare l’assunzione di grassi monoinsaturi.
La percentuale consigliata di grassi è circa il 30% delle calorie totali. Bisogna fare attenzione però al tipo di grassi assunti con gli alimenti: quelli saturi (presenti soprattutto nelle carni e nei formaggi) andrebbero ridotti (meno del 10%) a vantaggio dei monoinsaturi (di cui è ricco l’olio di oliva). L’idrossitirosolo dell’olio d’oliva sembra essere un modulatore positivo della regolazione del ciclo cellulare.
5) Aumentare l’ assunzione di grassi polinsaturi omega 3 presenti nel salmone, tonno, sgombro e nei cereali integrali in chicco come riso, orzo, avena, miglio, amaranto, quinta, grano saraceno e mais allo stato naturale, che conservano le fibre dei tegumenti esterni e il germe interno che fornisce proteine.
I grassi polinsaturi omega 3 favoriscono la sintesi di molecole con proprietà antinfiammatorie. Gli acidi grassi omega 3 si trovano soprattutto nel pesce ma anche in ingredienti di tipo vegetali come il rosmarino e origano, semi di lino e di zucca, soia, mandorle, nocciole e noci, olio di lino che però deve essere consumato crudo. Gli altri oli vegetali, di soia, girasole, mais e sesamo, ma anche margarina, maionese e i semi di girasole vanno moderati, in quanto apportano acidi grassi omega 6 che promuovono la sintesi di acido arachidonico. Una proporzione ottimale tra omega 6 e omega 3 è fondamentale per il benessere psicofisico.
6) Diminuire il consumo di cibi eccessivamente raffinati e con alto indice glicemico correlati con l’aumento dell’insulina e fattori di crescita insulino simili, come IGF che è un importante fattore di crescita cellulare in grado di accelerare la proliferazione cellulare. I cibi raffinati modificano la flora intestinale a e inducono stitichezza.
7) Moderare il consumo di alcol: non superare due bicchieri di vino al giorno.
Il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di sviluppare tumori della cavità orale, faringe, laringe, esofago e del fegato. Sappiamo che il rischio tende ad aumentare con la quantità di etanolo bevuto. Il consumo di alcol e il fumo di tabacco associati aumentano considerevolmente il rischio di sviluppare i tumori perché ogni fattore amplifica il rischio dell’altro. Un probabile meccanismo carcinogenetico dell’alcol è la facilitazione degli effetti cancerogeni del tabacco e di fattori carcinogenetici alimentari a cui le vie aeree superiori e il tratto digestivo superiore sono esposti. Tuttavia non può essere escluso un effetto carcinogenetico diretto dell’acetaldeide, principale metabolica dell’etanolo e di altri agenti presenti in bevande alcoliche. Ridurre il consumo di alcol, rappresenta una priorità nella prevenzione in particolare del cancro dell’esofago. Il consumo di alcol è fortemente associato al carcinoma gastrico, soprattutto nei soggetti fumatori e nei soggetti affetti da epatite virale cronica da HCV o HBV. Molti casi di carcinoma mammario sono associati al consumo eccessivo di alcol.
8) Diminuire la massa corporea grassa mantenendo costante nel tempo il peso forma.
Al di là dell’aspetto fisico discutibile, essere grassi mette in pericolo la salute e accorcia la speranza di vita. il tessuto adiposo infatti produce molte sostanze pericolose . Le persone obese hanno un rischio aumentato rispetto ai normopeso di ammalarsi di tumore alla prostata, endometrio, mammella, reni, colecisti, esofageo e all’intestino.
9) Prestare attenzione sistemi di cottura.
Bisogna evitare di friggere, ripassare e cuocere alla brace.
Dalla ricerca sono scaturite alcune raccomandazioni generali e pratiche applicabili sia dall'industria alimentare, sia nella cucina casalinga. In pratica, dunque, è meglio non friggere troppo e non mangiare le parti imbrunite (scurite e croccanti) degli alimenti cotti in forno (arrosti o torte) o non tostare eccessivamente il pane. Infatti, proprio nelle parti scure, abbrustolite e gustose degli alimenti ad elevato contenuto di carboidrati è stata rilevata una quantità tossica di acrilamide. Inoltre quando i cibi vengono cotti ad alte temperature (180°) come nel caso di fritture e dei cibi cotti alla brace tendono a formarsi sostanze cancerogene come le ammine, gli AGE(advanced glycation end-products) che sono sostanze che hanno origine dall’interazione fra zuccheri, proteine e grassi. Si tratta di sostanze tossiche e irritanti, in grado di produrre uno stato infiammatorio. E’ sempre preferibile la cottura in forno, al vapore o con la pentola a pressione.
10) Camminare ogni giorno almeno 1 ora.
Muoversi è indispensabile per una corretta manutenzione del nostro corpo.
L’attività fisica non protegge solo il cuore, le ossa, l’intestino, l’umore ma riduce notevolmente anche i rischi di tumore. Per ottenere dei benefici dall’attività fisica questa deve essere però regolare, per 40-50 minuti ed almeno trisettimanale (dose minima efficace dell’esercizio fisico) poiché con questa frequenza si riesce a creare una condizione di benessere fisico globale. Il movimento fa diminuire la resistenza insulinica, accresce il colesterolo buono HDL e soprattutto attiva meccanismi autoprotettivi.
Anche nei soggetti normopeso il movimento è fondamentale. E’dimostrato che chi ha uno stile di vita sedentario anche se normopeso corre un rischio cinque volte maggiore di sviluppare malattie croniche rispetto ad un obeso che fa attività fisica anche moderata. L’attività fisica quindi come elemento di prevenzione primaria.
Siamo programmati per camminare e non è vero come ci hanno fatto credere che con la macchina si guadagna tempo. O meglio si guadagna tempo per lavorare di più. Camminando da soli possiamo invece: ascoltare musica, meditare, guardare e riuscire a vedere e persino pensare e trovare soluzioni. Trovare poi un compagno per camminare insieme è poi qualcosa veramente speciale. Personalmente, ma capisco che è proprio una posizione anacronistica, trovo innaturale utilizzare per gli spostamenti sempre le “protesi- ruote” invece che le proprie gambe.

Non ho scritto questo articolo per spaventare o intristire, ma per convincere che il cancro non è una fatalità che si accanisce contro di noi e contro la quale siamo impotenti. Il cancro è soltanto una malattia degenerativa, legata spesso alle nostre cattive abitudini (fumo, sedentarietà, alcol, dieta errata). La genetica nello sviluppo dei principali tumori ha come abbiamo già visto ha una piccola responsabilità e come ho già detto non bisogna credere che non si possa fare nulla se si è portatori del gene che predispone al tumore. Il gene si esprime o no anche a seconda del nostro comportamento. Ad Okinawa, l’isola dei centenari, tutti sanno cosa significa “nuchigusui”: l’alimentazione è la medicina della vita. Ora lo sapete anche voi. Cambiare si può. Tocca a voi.

 Autore: Dr.ssa Patrizia Colantonio
http://www.idoctors.it/articolo/dietoterapia--s/145/8