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Pillola sicura


Efficace e con una bassa probabilità di causare effetti collaterali pericolosi. La pillola contraccettiva esce a pieni voti dall'esame a cui l'hanno sottoposta gli esperti italiani, riuniti in una conferenza di consenso su iniziativa dell'Istituto superiore di Sanità e del Ceveas, il Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria della Ausl di Modena. Non bisogna comunque dimenticare che si tratta di un farmaco e come tale va assunto, tenendo bene a mente alcune precauzioni. Che la pillola potesse far male, era un timore di vecchia data. E nel 2007, l'associazione di consumatori americana Public Citizen aveva deciso di rompere gli indugi, presentando all'agenzia del farmaco Usa, la Food and Drug Administration, una petizione per ottenere il ritiro dal mercato dei contraccettivi orali più recenti (chiamati anche "di terza generazione"). L'accusa era che la loro assunzione aumentasse in modo significativo il rischio di trombosi venosa.Trombosi rara

I dati emersi dalla conferenza che ha riunito gli specialisti italiani sono invece confortanti.
Innanzitutto, il rischio di trombosi venosa è molto basso, con 1-2 casi ogni 10 mila donne che assumono la pillola. Tanto per dare un termine di paragone, una donna in gravidanza senza particolari problemi di salute ha un rischio trombosi più alto, visto che si registrano 6 casi ogni 10 mila gravidanze.


Molto sperimentata

Non vengono segnalati altri effetti collaterali di rilievo. Il farmaco risulta efficace e ben tollerato, oltre che ben sperimentato: è assunto da milioni di donne in tutto il mondo da 40 anni a questa parte.

La conferenza si è conclusa con un invito a eseguire più studi epidemiologici, per avere una rappresentazione sempre più fedele della situazione italiana e a diffondere il più possibile questi dati.

È stato confermato anche che le pillole di terza generazione, quelle a base di desogestrel o gestodene (due tipi di progestinici), presentano un rischio più alto di circa il doppio rispetto a quelle di seconda generazione, a base di levonorgestrel. Gli esperti hanno quindi proposto il reinserimento tra i farmaci di classe A (quelli passati gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale) della pillola di seconda generazione: oggi sono in fascia A quasi solo le pillole più recenti, proprio quelle con un rapporto beneficio/rischio peggiore.

Purtroppo, le case farmaceutiche promuovono in maniera più aggressiva proprio le pillole più nuove. Recentemente negli Stati Uniti, dove è consentito pubblicizzare anche questi farmaci presso il grande pubblico (in Italia per ora è vietato), è stata condannata la Bayer, per una pubblicità che presentava una nuova pillola (Yaz) promuovendola non solo come contraccettivo, ma anche contro la sindrome premestruale e per la bellezza della pelle: effetti non dimostrati né inclusi nelle indicazioni autorizzate.


Parole spiegate

Conferenza di consenso. Una serie di riunioni a cui partecipano esperti di un determinato settore. Hanno sostanzialmente lo scopo di raccogliere e valutare i dati disponibili nella letteratura e nella pratica medico-scientifica, e di fissare linee guida per gli operatori.
Ormoni progestinici. Sono prodotti dall'organismo femminile e svolgono importanti funzioni durante la gravidanza e il ciclo mestruale. Insieme a un altro ormone, l'estrogeno, sono tra i componenti fondamentali dei contraccettivi.
Trombosi venosa. È una condizione per la quale una piccola quantità di sangue forma un coagulo e aderisce alla parete di una vena. Si crea così un trombo, cioè un grumo di sangue, che ostacola la circolazione sanguigna. Nei casi più gravi, il grumo può staccarsi e ostruire il circolo venoso polmonare, causando una tromboembolia polmonare.

Esami inutili e poco attendibili

Gli esperti che hanno partecipato alla conferenza non consigliano di ricorrere a particolari test genetici o esami clinici per capire qual è il proprio grado di rischio rispetto alla possibilità di essere colpiti da trombosi venosa.

Esami e test ad oggi non danno infatti risultati abbastanza attendibili da permettere l'identificazione delle situazioni più a rischio. Al contrario, potrebbero avere l'effetto negativo di scoraggiare senza motivo l'uso della pillola da parte di donne che ne trarrebbero beneficio.

Inoltre l'uso indiscriminato dei test e la loro esecuzione da parte di laboratori che spesso non sono qualificati a farlo comporta non solo errori di esecuzione e di interpretazione dei risultati, ma anche una perdita di risorse per il Servizio sanitario nazionale.

Per questo la conferenza ha chiesto l'attivazione di un sistema di controllo della qualità dei laboratori, per valutarne al meglio le competenze. Una garanzia anche per chi li usa.


Occhio a...

Rassicurare sui rischi legati ai contraccettivi non significa scordare la prudenza.

Prima di assumere la pillola, è importante far presente al medico se in famiglia si sono già verificati casi di trombosi venosa. Questi eventi potrebbero infatti indicare una facilità del proprio sangue a creare coaguli, cosa che farebbe sconsigliare l'assunzione di questi farmaci.
È importante anche tener conto di altri fattori di rischio per la trombosi, come l'obesità, traumi, interventi chirurgici, un periodo prolungato di immobilità.
È sconsigliabile anche l'assunzione della pillola nelle tre settimane dopo il parto: in questo periodo c'è infatti una maggiore predisposizione alla formazione dei coaguli.

Cosa fare. Prima di prenderla sentire il medico

Per quanto sicura, la pillola è pur sempre un farmaco e quindi i dati positivi non devono spingere a farne un uso sconsiderato.

Prima di iniziare ad assumerla, è fondamentale parlare con il proprio medico o con uno specialista (ricordate che c'è anche il ginecologo del consultorio familiare).
Questo colloquio deve servire come uno stimolo, per fare un check up completo del proprio stato di salute.
In particolare, prima di iniziare ad assumere contraccettivi bisogna controllare peso e pressione sanguigna ed eseguire una serie di esami del sangue e cioè un emocromo, analisi del colesterolo, degli zuccheri e delle transaminasi.
Si può anche richiedere un pap test e una valutazione del seno, per scongiurare il rischio che siano presenti tumori.
I medici comunque sottolineano l'importanza di uno stile di vita salutare (in primis non fumare), come arma principale contro il rischio di essere colpiti da trombosi.

Articolo pubblicato su Test Salute 80, giugno 2009

fonte:http://www.altroconsumo.it/contraccettivi-orali-s250803/nm-newsletter-p250293/prm_id_c/3091.htm