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Usa, scoperto il modo per "riparare" il cuore


Nuove speranze per le malattie cardiache. Un team di scienziati americani ha scoperto un modo per riparare letteralmente le cellule cardiache danneggiate, dicendosi in grado di tornare a un cuore praticamente nuovo. Lo studio, condotto sui topi al Children Hospital di Boston e pubblicato sulla rivista Cell, si fonda su una scoperta sorprendente: le cellule adulte del muscolo cardiaco smettono di dividersi e generare così nuove cellule sane, ma c’è un modo per «costringerle» a riprodursi ancora, consentendo loro di autoriparare i tessuti danneggiati da malattie o deformità.

Secondo i ricercatori, il loro lavoro potrebbe costituire un’alternativa alla terapia con cellule staminali, e in teoria per trattare pazienti colpiti da attacco di cuore, con insufficienza cardiaca e bambini con difetti cardiaci congeniti. L’elemento chiave è un fattore di crescita noto come neuregulin1 (NRG1). Con robuste iniezioni di questo elemento, il cuore dei topi (e si spera degli uomini) «torna bambino», e riprende a far proliferare le cellule muscolari cardiache come fa abbondantemente in fase prenatale e fino a poco dopo la nascita. Quando somministrato agli animali che hanno subito un attacco di cuore, NRG1 ha dimostrato di essere effetrtivamente in grado di favorire la rigenerazione del muscolo cardiaco, e di migliorare la funzione dell’organo.

«Abbiamo identificato i principali elementi di un nuovo approccio per promuovere la rigenerazione del miocardio - scrivono gli scienziati nello studio -Molti e importanti sforzi sono stati compiuti verso l’obiettivo di sviluppare cellule staminali per rigenerare tessuti danneggiati nel cuore così come in altri organi. Il lavoro qui presentato suggerisce che la stimolazione differenziata delle cellule muscolari cardiache può essere una valida alternativa. La prossima tappa sarà quella di testare la terapia nei suini, che hanno in comune con gli esseri umani più porzioni di patrimonio genetico».
fonte:http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1361&ID_sezione=243&sezione=