venerdì

Dopo il ricovero in ospedale troppi pazienti si curano da soli


Sono molti i pazienti che una volta dimessi dall’ospedale non seguono le terapie e le prescrizioni dei medici. smettono di prendere i farmaci, mettendo a rischio la loro salute
Una volta dimessi dall’ospedale, dove erano stati ricoverati per problemi di salute più o meno gravi, decidono di continuare a curarsi da soli, senza seguire con la dovuta attenzione le prescrizioni dei medici. Non seguono le terapie prescritte e molto spesso, non appena si sentono un po’ meglio, decidono di dire basta a pillole e sciroppi, con la scusa di non volersi imbottire di farmaci. Mettendo a repentaglio la loro salute..


Un comportamento che molto spesso, però, porta a una ricaduta e in alcuni casi alla necessità di un nuovo ricovero ospedaliero. Con costi aggiuntivi per la sanità pubblica. «Si tratta di un problema reale, che ritengo debba esser approfondito anche all’interno dell’Asl savonese - commenta Rodolfo Tassara, direttore dell’unità operativa di medicina dell’Asl - Ho letto le percentuali dello studio effettuato recentemente in Lombardia e sinceramente mi sono parse esagerate, però, ripeto, non posso dire che il problema non esista. Non sono molti ma purtroppo sono troppi i pazienti che una volta dimessi dagli ospedali si dimenticano di seguire la terapia prescritta e finiscono con l’avere delle ricadute che molto spesso li portano a dover ricorrere a un nuovo ricovero ospedaliero. Si tratta di un discorso importante per la sanità pubblica, che a mio avviso deve esser approfondito. Anche all’interno della nostra Asl. Perchè è evidente che oltre a mettere a rischio la loro salute, quei pazienti che interrompono le terapie prescritte finiscono con l’avere ricadute che vanno poi a gravare sui conti della sanità pubblica. In questo senso, comunque, ci stiamo già muovendo portando avanti il discorso della prescrizione di polipillole contenenti più sostanze farmaceutiche, in modo da render più facile il compito di chi le deve prendere».

«Il problema senza dubbio esiste - conferma Paolo Bellotti, direttore dell’unità operativa di cardiologia dell’Asl - anche se non sono in grado di dire quale incidenza possa avere sulla spesa sanitaria. Interessa soprattutto quei pazienti, ipertesi o con problemi di colesterolo, che hanno accusato dei malori ma che non hanno la percezione di quanto non seguire le cure date loro dai medici possa aggravare le loro condizioni. Per quanto riguarda invece pazienti che hanno avuto episodi acuti gravi, e mi riferisco ad attacchi cardiaci o ictus cerebrali, anche dopo esser stati dimessi dall’ospedale non credo che decidano di interrompere la terapia prescritta dai medici curanti».

«Purtroppo alcuni pazienti dovrebbero essere più convinti di seguire le terapie prescritte - commenta Renato Giusto, segretario provinciale dello Smi - Troppe persone non hanno ancora una corretta cultura, ancora in troppi pensano che assumendo insieme due o tre medicinali uno vada a contrastarsi con gli altri. E a quel punto si fanno una auto-prescrizione sospendosi magari una pastiglia e successivamente un’altra. non hanno la cosiddetta “compliance” per la terapia, non accettano di dover prendere troppe medicine. e si tratta di una mancanza di educazione sanitaria. Che influisce in maniera negativa sui bilanci della sanità pubblica».

Problema che sembra invece non esistere per quanto riguarda i pazienti chirurgici. «Non che siano più attenti a seguire le prescrizioni dei medici degli altri - spiega Angelo Schirru, primario di chirurgia generale - ma perchè i farmaci post-operatori che prescriviamo dopo le dimissioni dall’ospedale sono veramente limitatissimi. Con questo non voglio però dire che il problema non esista per quanto riguarda i pazienti dimessi da altri reparti ospedalieri».

Una tesi sulla quale è concorde anche Enzo Ingravalieri, direttore della day-surgery del San Paolo. «Il problema è reale ma ritengo riguardi soprattutto i pazienti dei reparti di medicina - spiega Ingravalieri - Per quanto riguarda i pazienti di day-surgery al momento delle dimissioni vengono forniti di un kit personalizzato di farmaci che normalmente assumono senza alcun problema»
fonte:ilsecoloxix.ilsole24ore.com