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BELCOLLE: PERFETTAMENTE RIUSCITO DELICATO INTERVENTO AL POLMONE SU UN PAZIENTE DI MEDICINA PROTETTA


(OnTuscia) – VITERBO – (md) Durante lo scorso mese di marzo, presso l’ospedale di Belcolle è stato effettuato un delicato e complesso intervento chirurgico in paziente affetto da aspergillosi (infezione fungina) a cui è stato necessario asportare il lobo superiore del polmone sinistro.L’uomo, 41 anni, era ricoverato presso l’Unità operativa di Medicina protetta – Malattie infettive del nosocomio viterbese dove era già stato ospitato precedentemente a causa di una tubercolosi polmonare e, proprio il suo stato da immunodepresso, ha reso così problematica l’operazione a cui è stato sottoposto. Oggi, a poco meno di un mese dal fatto, si può già parlare di rischio di morte scongiurato e, addirittura, di un quadro clinico nella norma.
I contorni della vicenda li racconta direttamente il direttore del reparto di Medicina protetta, Giulio Starnini. “Fondamentale – dice Starnini - è stata la corretta diagnosi effettuata da dottor Roberto Cartolari, il quale ha posto un primo sospetto di immagine alla TAC compatibile per aspergilloma polmonare in caverna tubercolare. La diagnosi è stata poi confermata da successive indagini svolte dagli infettivologi del reparto di Medicina protetta, dove il giovane paziente è stato sottoposto a un’adeguata terapia antifungina e, quindi, a un delicato intervento di chirurgia polmonare, durato oltre quattro ore, da parte dell’équipe chirurgica coordinata da Vincenzo Bruni. Il post operatorio in terapia semi intensiva, particolarmente complicato, è stato ugualmente ben gestito con professionalità e dedizione presso il reparto di Medicina protetta dalle dottoresse Anna Lalungo, Serena Dell’Isola, Elisabetta Liguori, dalla Coordinatrice Isabella Grazini e da tutti gli operatori infermieristici”.
Un bel lavoro di squadra, dunque. Ma che cos’è l’aspergilloma e come si contrae?
“Si tratta – spiega Starnini – di una delle manifestazioni patologiche causate da una muffa, Aspergillus, presente nell’ambiente. Questi funghi vivono a spese della materia organica in decomposizione e si sviluppano dentro ai silos, al compost, alle balle di fieno, ma anche nei cereali e su diverse piante. Le spore hanno una morfologia tale da favorire sia la loro disseminazione, sia il loro passaggio attraverso il tratto respiratorio fino agli alveoli polmonari, dove possono provocare micosi primarie, particolarmente in individui immunodepressi o compromessi. In alcuni casi, gomitoli di ife si raccolgono all’interno di una cisti polmonare o di una cavità, di solito nel lobo superiore. Infatti, il micete prolifera in una cavità prodotta nel polmone da malattie che hanno colpito il paziente negli anni precedenti (tubercolosi, sarcoidosi). I ceppi riconosciuti patogeni sono oggi circa una ventina. Nonostante tutti gli sforzi diagnostici e terapeutici, l’aspergillosi invasiva è di esito spesso fatale: l’intervallo di mortalità va dal 50 al 100% nei pazienti studiati. Ecco, quindi, spiegata la nostra soddisfazione in relazione caso specifico”.
fonte:www.ontuscia.it