martedì

Nuove cure per il tumore al colon



Nella terapia di un tumore e' fondamentale poter 'ritagliare' la cura a misura di paziente, per ridurre gli effetti collaterali e massimizzarne l'effetto. Per il cancro del colon-retto ora questo e' possibile grazie a un nuovo test appena arrivato nella pratica clinica e messo a punto da Alberto Bardelli, direttore del laboratorio di genetica molecolare del Centro di Candiolo (Torino) insieme a Salvatore Siena, direttore oncologo dell'Ospedale Niguarda di Milano.

Il test consente di verificare la presenza o meno di una particolare mutazione genetica della cellula tumorale, che cambia il modo con cui il paziente risponde alla terapia. Fino ad ora, spiegano infatti gli esperti, non si sapeva perche' solo alcuni pazienti affetti da tumore al colon-retto con sviluppo di metastasi rispondevano alle cure dei nuovi farmaci (anticorpi monoclonali contro la molecola Egfr): in particolare, il dottor Siena aveva scoperto con una sperimentazione che le metastasi si riducevano solo nel 10-15% dei pazienti. I ricercatori hanno quindi scoperto che la cura non da' risultati quando la cellula tumorale presenta una mutazione dei geni Kras o Braf, che il test e' in grado di identificare: queste mutazioni sono presenti nel 40-50% dei malati, nei quali e' quindi inutile ricorrere a farmaci anti Egfr.

La validita' del nuovo test e' gia' stata riconosciuta dall'Agenzia europea del farmaco (Emea) e dall'Associazione oncologi americani: "per comprendere l'importanza della scoperta ¨ concludono gli esperti - e' sufficiente pensare che le terapie a base di anticorpi monoclonali provocano effetti collaterali ridotti rispetto alla chemioterapia tradizionale, ma sono anche assai costose, tra i 20 e 30 mila euro, mentre il costo del test e' di soli 220 euro".

A cura di Redazione Torinoscienza, del 13.02.2009

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