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Gb, allo studio il polmone portatile



Aiuterà i malati a respirare meglio e, in futuro, potrebbe sostituire il trapianto

Un particolare del dispositivo che dovrebbe funzionare in futuro come «polmone portatile»

MILANO - La notizia è di quelle che creano speranze fra i malati, in questo caso i malati ai polmoni: ricercatori inglesi hanno creato un prototipo di polmone portatile, grande più o meno come un porta-occhiali e capace di ossigenare il sangue, liberandolo dall’anidride carbonica. Ma anche il sito della Bbc che parla di questo nuova «cura high tech», invita subito a non lasciarsi troppo entusiasmare: ci vorranno molti anni prima che il dispositivo possa essere utilizzato in clinica ed, eventualmente, sostituirsi al trapianto.

40 MALATTIE - Ma la ricerca è comunque interessante: l’apparecchio è stato realizzato alla Swansea University da Bill Johns che ha cominciato a lavorare all’idea dopo aver perso un figlio per fibrosi cistica, una malattia genetica che può colpire il tessuto polmonare distruggendolo. Un polmone portatile, infatti, potrebbe essere utilizzato per aiutare respirare pazienti con almeno una quarantina di malattie che compromettono la respirazione: dall’asma alla tubercolosi, dai tumori alle apnee notturne, dall’influenza alla bronchiolite. Il dispositivo è costituito da tanti tubicini: ognuno di questi riceve il sangue venoso, che arriva dai tessuti ed è ricco di anidride carbonica, e lo ossigena, proprio come avviene durante la respirazione quando l’aria inspirata cede l’ossigeno al sangue che arriva ai polmoni, rimuovendo l’anidride carbonica. Grazie alle sue ridotte dimensioni il polmone portatile è molto più maneggevole delle bombole di ossigeno che, per quanto piccole, spesso costringono un paziente a muoversi su una carrozzella.

ORGANI «INDOSSABILI» - Non solo, quindi, il nuovo dispositivo può aiutare le persone malate a respirare meglio, ma addirittura potrebbe, in futuro, sostituire il trapianto di polmoni. La storia del resto si conosce: è la stessa che ha già portato alla realizzazione del cuore artificiale, che oggi ha raggiunto dimensioni veramente piccole, è impiantabile e aiuta i cuori scompensati a pompare il sangue, e del rene «indossabile» che è attualmente allo studio per i pazienti che sono costretti alla dialisi o al trapianto.

Adriana Bazzi
fonte:www.corriere.it