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Staminali, si nascondono nei testicoli


Annunciata nel convegno di andrologia la prima gravidanza
da spermatozoo "solitario" congelato

ABANO TERME (28 febbraio) - Si nascondono nei testicoli i meccanismi della «macchina del tempo» che permette alle cellule progenitrici degli spermatozoi di ritornare bambine per dare origine a cellule completamente diverse, come quelle di pancreas, cervello e muscoli. «Sembra reale la possibilità di trovare nei testicoli cellule pluripotenti», ossia cellule capaci di trasformarsi in organi e tessuti diversi, «ma occorre ancora cautela», ha detto Ilaria Falciatori, che da tempo lavora negli Stati Uniti, nella Cornell University di New York . 

Intervenendo nel convegno congiunto tra la Società italiana di fisiopatologia della riproduzione (Sifr) e la Società italiana di andrologia e medicina (Siam), la ricercatrice ha spiegato che stanno diventando sempre più numerosi nel mondo i gruppi impegnati nella ricerca sulle cellule staminali germinali umane. Il gruppo nel quale lavora segue invece un'altra via: «lavoriamo sui testicoli di topo per capire i meccanismi per cui le cellule staminali germinali, gli spermatogoni, possono diventare pluripotenti». 

Si sa, infatti, che le cellule germinali sono cellule molto particolari, che in qualche modo conservano una particolare flessibilità. L'obiettivo, allora, è scoprire quali sono i meccanismi che così facilmente le fanno riprogrammare: si cerca di accendere alcuni geni, come quello chiamato Oct4, o di spegnerne altri, come il P53, e si provano molecole che potrebbero attivare o bloccare la riprogrammazione.

Prima gravidanza da spermatozoo solitaio congelato. È in corso in Italia la prima gravidanza al mondo ottenuta utilizzando per la fecondazione artificiale uno spermatozoo riconosciuto come sano grazie a uno speciale zoom, prelevato e congelato singolarmente anzichè nel liquido seminale come accadeva finora. Lo ha reso noto ad Abano Terme (Padova) il direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell'università di Padova, Carlo Foresta, autore della ricerca con Andrea Garolla e Massimo Menegazzo. Nel convegno congiunto i ricercatori hanno descritto lo speciale microscopio che permette di osservare gli spermatozoi con 13.000 ingrandimenti anzichè con 1.000 e la particolare tecnica che permette di congelare un singolo spermatozoo alla volta. La giovane donna, veneta, è giunta quasi al termine della gravidanza e l'intervento di fecondazione artificiale è stato necessario a causa dell'impoverimento della popolazione di spermatozoi del marito, in seguito alla chemioterapia. 

Novità anche per il varicocele, un disturbo che in Italia colpisce complessivamente 2,7 milioni di uomini fra 18 e 50 anni e provoca un intasamento venoso che nel 30%-40% dei casi può causare la sterilità. «Abbiamo scoperto che se analizziamo gli spermatozoi di soggetti con varicocele utilizzando tecniche molecolari, possiamo riconoscere gli spermatozoi che mettono in atto meccanismi per difendersi e mantenere la loro capacità di fertilizzare», ha spiegato Carlo Foresta direttore del centro di crioconservazione dei gameti maschili dell'università di Padova.  Inoltre un'altra tecnica messa a punto dallo stesso gruppo di Padova permette di scoprire precocemente le alterazioni che il varicocele provoca nel testicolo: si inietta in vena un mezzo di contrasto e, quando questo viene individuato nei testicoli con una sonda, si può osservare che la sua diffusione diventa più lenta quando più è esteso l'intasamento venoso nel microcircolo del testicolo: «quanto più lentamente il mezzo di contrasto si estende, tanto più il varicocele ha fatto danni e va eliminato».

fonte:www.ilmessaggero.it