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Fibromialgia, nuovi studi per ridurre il dolore

Dettaglio
La fibromialgia è un reumatismo non infiammatorio cronico dei tessuti molli caratterizzato da     dolore muscolare diffuso e da dolorabilità in precise sedi, ipunti dolenti. Due nuovi studi suggeriscono nuovi approcci al trattamento della fibromialgia, che permettono di ridurre il dolore e quindi migliorare la qualità di vita dei pazienti. Secondo una ricerca pubblicata su Pain, la terapia con GH, l’ormone della crescita, potrebbe essere d’aiuto nell’alleviare il dolore, i pazienti fibromialgici presentano spesso bassi livelli di GH. 





Il trial ha arruolato 120 pazienti con fibromialgia randomizzati a ricevere 0,006 mg/kg/die di GH sottocute o placebo per un periodo di sei mesi. Dopo il sesto mese i pazienti assegnati al placebo sono passati al trattamento attivo fino al dodicesimo mese e il follow-up è continuato fino al 18esimo mese.

Il trattamento standard per la fibromialgia (inibitori della ricaptazione della serotonina, oppioidi e amitriptilina) è stato mantenuto durante lo studio. Al follow-up, il 53% dei pazienti trattati con GH ha presentato un numero di aree dolenti inferiore a 11, rispetto al 33% dei controlli (P<0,05).

Secondo un altro studio, pubblicato da Annals of the Rheumatic Diseases, i pazienti con fibromialgia trattati con sodio ossibato, impiegato per la cura della narcolessia, mostrano miglioramenti significativi del dolore e del sonno. I disturbi del sonno causano iperalgesia e allodinia che sono isintomi caratteristici della fibromialgia. Quindi, migliorando i disturbi del sonno di questi pazienti si potrebbe aumentare il sollievo dal dolore.

Arruolati 573 pazienti con fibromialgia, provenienti da 100 centri in 8 Paesi, i partecipanti sono stati randomizzati a ricevere 4,5 o 6 g di sodio ossibato o placebo, somministrati durante la notte per un periodo di 14 settimane.Nello studio, il 51,4% dei pazienti trattati con 6 g di sodio ossibato durante la notte ha ottenuto una riduzione del dolore pari al 30%, rispetto al 26,8% dei controlli trattati con placebo (P<0,001).

Fonte: www.pharmastar.it