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Mal di primavera: affrontare i sintomi della stanchezza di stagione


E' primavera; lo spettacolo della “rinascita” fisica e naturale che possiamo vedere, toccare e sentire invade l’ambiente e incide invisibilmente sul nostro corpo e organismo.
Questa rinascita, però, non sempre è solo positiva; non tutti fortunatamente soffrono di allergie da pollini, ma restano pur sempre dei sintomi poco piacevoli che ci accompagnano in questo cambio di stagione.
Le giornate più lunghe e il clima favorevole invogliano a passare più tempo all’aperto e così, ci si ritrova da un giorno all’altro a riscontrare alcuni “fastidi” che influiscono notevolmente sulla quotidianità.
Alcuni di questi sono ansiairrequietezza, stanchezza, insonnia e sbalzi d’umore.



Queste sensazioni si possono ricondurre anche a quelle che contraddistinguono il passaggio dall’estate all’autunno e che si riuniscono in quella che viene chiamata astenia autunnale.
Tra i sintomi primaverili, però, ce n’è uno che prevale sugli altri: l’insonnia è uno di quelli che caratterizza maggiormente questo periodo.
La causa di questa insonnia occasionale è correlata ad un cambiamento che riguarda l’alternanza tra sonno e veglia.
Il nostro corpo deve adeguarsi a quelle che sono le modificazioni dell’orologio solare, ma questo processo non è per niente “veloce”, tanto che lo si può paragonare a quello che avviene quando siamo soggetti ad un cambiamento difuso orario.


Ad aggiungersi a questa lenta mutazione subentra anche il passaggio all’ora legale, molto risentito da grandi e piccini.
E se la notte non si riesce a dormire, di giorno difficilmente si è “attivi”.
Infatti, con l’aumentare delle temperature può capitare che ci si senta spossati.
La ragione la si può trovare nel tempo necessario al nostro organismo per abituarsi ai nuovi ritmi di attività, come ad esempio le giornate più lunghe che inevitabilmente posticipano la “fine” delle azioni quotidiane.
Comunque non è il caso di allarmarsi, poiché, dopo una fase di adattamento le forze aumenteranno e grazie alla produzione di melatonina, che la luce solare stimola, si avrà una migliore efficienza fisica.


Una raccomandazione è quella di fare attività fisica con frequenza quotidiana, non di accumularla in più ore solo in un giorno perché è importante “riemergere” da queste sensazioni di stanchezza con una certa gradualità evitando indolenzimenti e dolori articolari.
Insomma, l’inizio della primavera è si il sinonimo dello sbocciare di fiori, colori e profumi che in inverno non erano presenti, ma è anche una sorta di “malessere” psico-fisico che caratterizza una fase di transizione.


Un periodo (il mal di primavera) che, però, fortunatamente non si protrae nel tempo… Anzi, una volta passato, non si vorrebbe mai la primavera finisse per lasciar posto al grande caldo.