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Prevenire i "rischi da freddo"


Dal Ministero consigli utili per fronteggiare la nuova ondata di gelo

ROMA - Il freddo rappresenta una minaccia soprattutto per la salute di anziani, bambini e persone affette da malattie croniche. Ma anche i giovani, avverte il ministero della Salute, possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposti a valori di temperatura eccessivamente bassi.
A mettere in guardia, fornendo una serie di consigli utili per difendersi da freddo e temperature basse, è lo stesso ministero, che avverte: un'ondata di freddo intenso può provocare patologie acute come geloni, congelamento, ipotermia, lesioni gravi o anche mortali; inoltre, in particolare quando la temperatura è inferiore a -5C e/o in presenza di venti gelidi, si può verificare l'aggravamento di patologie croniche, specialmente cardiopatie e broncopatie. Recenti studi evidenziano anche un sensibile effetto del freddo sull'aumento del rischio di incidenti domestici, anche mortali, causati dal cattivo funzionamento o la scarsa manutenzione di impianti di riscaldamento ed elettrici (es. intossicazioni da monossido di carbonio, folgorazioni).

Questi i consigli, pubblicati sul sito del ministero, per prevenire i rischi per la salute dovuti alle basse temperature.

- IN CASA: Regolare la temperatura degli ambienti interni su valori adeguati, evitando che l'aria diventi eccessivamente secca, umidificandola con appositi contenitori d'acqua posti sui radiatori, e aerare periodicamente gli ambienti; Evitare dispersioni di calore mantenendo chiusi i locali inutilizzati e isolare porte e finestre.

- OCCHIO AGLI IMPIANTI: Quando fa freddo aumenta il rischio di incendi, intossicazioni acute da monossido di carbonio, infortuni elettrici. Per evitarli occorre: Controllare lo stato dell'impianto di riscaldamento sia elettrico che a gas. In caso di riscaldamento a combustione (stufe, caldaie, camini), verificare la manutenzione ed il corretto funzionamento degli apparecchi. Se in casa esiste un camino a legna, assicurarsi che la pulitura della canna fumaria sia stata effettuata correttamente ed aerare costantemente l'ambiente.

- FUORI CASA: In caso di temperature esterne eccessivamente basse è consigliabile uscire nelle ore meno fredde della giornata, evitando le prime ore del mattino o quelle serali. Le persone molto anziane o sofferenti di malattie cardiovascolari o respiratorie devono evitare di esporsi a temperature molto rigide e coprirsi molto bene per uscite all'aperto. Segnalare ai servizi sociali situazioni di bisogno o presenza di senzatetto.

- ALIMENTAZIONE: Assumere pasti e bevande caldi. Il consumo di adeguate quantità di liquidi e di cibi aiuta a soddisfare le aumentate richieste metaboliche, finalizzate alla produzione di maggiore calore interno. E' importante che l'alimentazione sia equilibrata. Bere almeno 2 litri di liquidi al giorno e preferire bevande calde come té e tisane, o anche semplici spremute d'arancia. Assumere pasti a base di frutta e verdura che contengono vitamine e sali minerali, molto utili per difendersi dalle insidie del freddo. In generale sono consigliati tutti gli alimenti contenenti beta carotene, in grado di stimolare le difese immunitarie, e anche gli alimenti contenenti vitamina E. I cibi che contengono carotenoidi sono: carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori, peperoni; mentre quelli contenenti la vitamina E sono: mandorle, nocciole, olio d'oliva.

- PER CHI ASSUME FARMACI: Anche se non esistono ancora dati certi, è bene sapere che alcuni farmaci potrebbero essere responsabili o dell'insorgenza o del peggioramento di sintomi legati al freddo, interagendo con i meccanismi dell'organismo di adattamento al freddo. Nella maggior parte dei casi, un farmaco non rappresenta, da solo, un rischio, soprattutto se ben utilizzato, ma può diventarlo. Alcuni farmaci possono infatti aggravare gli effetti del freddo contrastando il normale funzionamento dei meccanismi di termoregolazione dell'organismo. E' quindi consigliabile consultare il proprio medico.

fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/01/03/visualizza_new.html_1650860791.html

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